Poetese

Biagio Cepollaro. A proposito del poetese

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Biagio Cepollaro,ibrido digitale,2008

1.

Sono molte le distinzioni che si possono fare tra ciò che è “poetese” e ciò che non lo è ed è possibile anche non fare distinzioni. Per me ora ne valgono due: c’è una poesia che –stringi stringi- in definitiva è sentimentale o verbosa e una poesia che mi colpisce, diciamo così, per una certa verità che dice sul mondo e su di me.

2.

perché dico che una poesia- ciò che hanno definito e classificato così- non mi piace? mi scopro a rispondere: perché non mi dice niente, non mostra il controllo sulla parola, mostra solo i muscoli versali con la sua forma chiusa, oppure perché dice banalità o perché dice cose serie in modo già sentito, banalmente.

3.

Leggendo molti poeti e poetesse in rete (ma anche sulla carta) ho trovato un elemento stilistico che si ripete massicciamente. Si potrebbe farne uno studio statistico: si tratta dell’accostamento di immagini incongrue sul piano logico che dovrebbero alludere ad un senso più profondo e nascosto. Moltissimi credono che le poesie si costruiscano così e che sia questa cosa qui .

4.

Sono sempre più convinto che ciò che non mi piace di tante “ poesie” che leggo è il facile automatismo associativo, è la messa a lavoro di un inconscio che ormai è più che colonizzato, fortemente inflazionato e usurato, impiegato come mezzo di produzione nella polverizzazione autoriale delle scritture in rete, come qualche decennio fa nella pubblicità.
Ciò che mi interessa è il difficile equilibrio tra il controllo consapevole della parola e l’apparizione sempre imprevedibile e mai garantita di accostamenti tra piani, aree semantiche, registri, codici diversi della lingua. Ma questo difficile equilibrio appare , quando mi convince, sempre nel tentativo di descrizione di uno stato di fatto, di una condizione che in ultima istanza è sempre condivisa, riguarda sempre la realtà in cui molti possono riconoscersi. La poesia in questo caso è proprio una forma di conoscenza, una sorta di rivelazione di ciò che è singolare, specifico, unico e, insieme appartenente a molti. E ciò pensando ai possibili modi del realismo oggi.

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