Autori

Francesco Tomada, primo autore di Autoriale.

TOMADA Autoriale copertina bozza

E’ pronta la  copertina del primo libro della collana Autoriale della Dot.com Press. E’ in corso di stampa la auto-antologia che ripercorre l’esperienza poetica di Francesco Tomada, raccogliendo oltre ai testi poetici, una selezione di scritti critici sul suo lavoro e una conversazione sui temi della poesia e dei suoi contesti .


Così Francesco Tomada:

“La fortuna della poesia è che ti permette di entrare nell’universo di un altro o altra come se tu entrassi nella sua casa dalla porta sul retro, dove niente è stato preparato per te, e dunque vedi le cose così come sono, mentire è difficile.

Apprezzo in generale le forme di espressione in cui il contenuto riesce a farsi calzare addosso la propria forma, senza ricorrere a trucchi precostituiti. […] Tendo a preferire, a sentire più vicine le formule espressive scarne, che utilizzano poco, riuscendo però a combinare quel poco in un sistema irripetibile ed evitando il rischio fortissimo della banalità. Non è un valore assoluto, certo, ma di solito mi pare che l’essenzialità sia un pregio, che la rabbia si possa esprimere anche meglio senza gridare – le parole che fanno più male di solito le pronunciamo sottovoce -, che la gioia possa essere anche la capacità di raccontare uno sguardo.

Immagino che la responsabilità vera di un qualsiasi autore sia quella di portare un esempio di dignità e resistenza umana, intendendo questo non come – appunto – un esempio da seguire, ma come esposizione di ciò che è e ciò che riesce a fare. Credo dunque che si debba cercare di offrire nel modo più sincero, spietato e diretto possibile la propria esperienza, sperando che essa possa nel suo piccolo diventare termine di confronto per sé e per gli altri. Ma mi rendo conto che questo non dovrebbe essere il ruolo di un autore (che in fondo è come un carpentiere o un commercialista o un impiegato), ma di ogni persona che cerchi di essere davvero tale. Se poi questo significa anche prendere delle posizioni, ben venga, proprio perché tutti dovremmo essere in grado – o avere il coraggio – di prendere delle posizioni.”


Portarsi avanti con gli addii

E se domani io non ci fossi più
per un incidente o qualsiasi cosa che ora non immaginiamo
o perché la rabbia mi ha formato un coagulo nel cuore

dopo il tempo che ti serve tu comunque vai avanti
trova un altro uomo che sia un padre
se possibile migliore per i nostri figli

per favore non far recitare quelle messe
a cui tutti devono venire senza averne voglia
non tenere i miei ricordi in un cassetto
perché di buio allora ne avrò già abbastanza

e non dire a nessuno se mi pensi
piuttosto custodiscimi come una seconda adolescenza
qualcosa che ti porti sempre dentro
anche se non sei più tu

(da Portarsi avanti con gli addii, Raffaelli, 2014)


Francesco Tomada (1966) si è liberato con un colpo solo, sin dal primo libro, del “poetico” per andare a cercare la poesia nel rapporto frontale con l’esperienza biografica, ridotta a grammatica del dolore e degli affetti. Ha svuotato così dall’interno lirismo e biografismo illuminando così alcune dimensioni della condizione umana.(B.C.)

 

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